A) Studi sperimentali dei processi di comprensione del linguaggio in soggetti adulti
La domanda centrale è quali siano le rappresentazioni mentali della conoscenza linguistica, come tale conoscenza venga impiegata nella comprensione del linguaggio e che tipi di rappresentazioni mentali vengano costruite nel processo di comprensione.
Dal punto di vista metodologico è essenziale condurre delle indagini sperimentali che consentano di studiare il processo di comprensione nel suo svolgersi, in tempo reale, a mano a mano che l'informazione linguistica viene percepita. A tal fine, è stato allestito un laboratorio per l'analisi in tempo reale dei processi di lettura, che utilizza software per la gestione degli esperimenti in grado di presentare visivamente o uditivamente un testo, una parola o una frase alla volta, e che è in grado di registrare, con accuratezza nell'ordine del millisecondo, i tempi di lettura e di risposta dei soggetti.
Una prima linea di ricerca ha esplorato quali tipi di rappresentazioni vengono costruite dall'analizzatore linguistico studiando la comprensione di frasi con struttura non canonica, cioè con elementi spostati come le frasi interrogative, e frasi con soggetto post-verbale. L'ipotesi (De Vincenzi, "Syntactic parsing strategies in Italian", 1991, Kluwer Academic Publishers) è che, nel corso dell'analisi in tempo reale del linguaggio, l'analizzatore umano, dati i limiti di memoria a breve termine, usi delle strategie di analisi basate su principi di economia di derivazione e rappresentazione: tale ipotesi è formulata nel principio di Catena Minima.
La nozione di "catena" (Chomsky, 1991) si riferisce a una struttura formale sintattica che coindicizza due posizioni all'interno di una frase: ad esempio chi e la posizione di oggetto nella frase:
(1) Chi pensi che abbiano arrestato?
De Vincenzi propone che l'analizzatore del linguaggio cerca di completare queste relazioni di dipendenza il più velocemente possibile e di formare dipendenze il più semplici possibile (cioè più corte e con il minor numero possibile di componenti). Tale ipotesi è stata suffragata da numerosi dati sperimentali sull'interpretazione di diversi tipi di frasi, sia interrogative che dichiarative.
Un altro filone di ricerca ha esplorato le strategie di analisi nell'interpretazione di elementi all'interno di un singolo costituente frasale. Questo è il caso di attaccamento di modificatori, quali la relativa che si è ferita nella frase (2), che può essere interpretata come riferentesi al nome signora o al nome figlia.
(2) Nessuno conosce la figlia della signora che si è ferita.
la signora che si è ferita.
la figlia che si è ferita.
La strategia di Late Closure, basata anch'essa sui limiti di memoria a breve termine, predice che l'attaccamento iniziale preferito dovrebbe essere al costituente linearmente più vicino.
Gli esperimenti condotti da De Vincenzi misuravano due variabili dipendenti: la prima era il tempo di lettura di ogni singola parola, cioè una misurazione dei processi di comprensione in tempo reale; la seconda era una misura off-line, e cioè il tempo di comprensione finale di tutta la frase.
I risultati hanno messo in luce molto chiaramente che le misurazioni on-line, in tempo reale riflettono la predominanza dei processi sintattici, automatici ed inconsci, mentre le misurazioni off-line mostrano la predominanza dei fattori pragmatici, che non sono né automatici, né inconsci ed hanno bisogno dell'accesso ad una quantità di informazione molto ampia e variabile.
L'importanza di tale risultato è duplice: da una parte conferma la validità della strategia di Late Closure nell'interpretazione iniziale delle frasi in italiano; d'altra parte ci dà importanti informazioni sull'organizzazione della mente umana, mettendo in evidenza come fonti di informazione che hanno un vocabolario limitato e fisso, quali quella sintattica, sono organizzate in maniera modulare, cioè vengono utilizzate in maniera automatica ed inconscia e sono prioritarie all'uso di altri tipi di informazione.
Un altro aspetto affrontato sperimentalmente è come viene identificato l'antecedente di un pronome, in particolare come viene utilizzata l'informazione morfologica e sintattica nell'attivazione degli antecedenti. I risultati hanno mostrato che vi è una differenza rappresentazionale e temporale nell'uso dell'informazione morfologica di genere e di quella di numero.
Infine, un ulteriore aspetto è il confronto tra le prestazioni dei soggetti non affetti da patologie del linguaggio e soggetti agrammatici. Tale confronto verte sulla comprensione delle frasi interrogative, un aspetto centrale della ricerca di De Vincenzi con adulti senza patologie. Tale ricerca è importante sia per una definizione più accurata della sindrome agrammatica (Afasia di Broca), cioè per vedere quali aspetti del deficit linguistico sono imputabili a perdita selettiva di conoscenze grammaticali o a problemi di elaborazione dell'input legati alla memoria a breve termine; sia per verificare se la distinzione postulata a livello linguistico trova riscontro a livello di danno cerebrale selettivo.